Un impianto di trattamento delle acque cosiddette di prima pioggia, che possono provenire sia dal dilavamento di piazzali e/o di qualsiasi altra superficie pavimentate posti a servizio ed uso di ogni genere di costruzione, è costituito da una serie di componenti.

Innanzitutto nell’impianto sono presenti delle tubazioni sia in ingresso che in uscita dotate di guarnizioni in gomma. Deve inoltre essere presente un’idonea condotta di ventilazione. La dimensione dei tubi utilizzati, così come la pendenza minima necessaria per il collegamento tra scolmatore e le sezioni di accumulo, deve essere calcolata sulla base di una portata pari a 150lt/sec.

Le acque che provengono dallo scolo delle griglie poste sul piazzale di raccolta sono convogliate in un primo pozzetto detto “scolmatore”, parte integrante dell’impianto, che ha una funzione ben precisa, quella dell’ immissione delle acque di prima pioggia nel vano di accumulo nonché della deviazione delle acque di seconda pioggia direttamente verso lo scarico o al trattamento successivo.

Nella parte successiva dell’impianto va collocata la vasca di accumulo. Questa consiste in un contenitore monoblocco in polietilene interrato e, per questo, irrigidito e rafforzato con nervature continue e parallele. Questa cisterna è dotata di più “passi d’uomo” che sono necessari per l’ispezione e la pulizia della vasca stessa. Attraverso l’accumulo e la decantazione delle acque raccolte, in questo vano avviene un primo processo di defangazione delle stesse. Le dimensioni della vasca di accumulo sono chiaramente dipendenti dalle dimensioni della superficie asservita.

Nel bacino è prevista una pompa di svuotamento comandata da un timer di ritardo partenza attivato da una sonda rivelatrice di pioggia.

La pompa è messa in funzione automaticamente dal quadro elettrico tramite un microprocessore che elabora il segnale di una sonda rivelatrice di pioggia installata sulla condotta di immissione del pozzetto. Alla fine della precipitazione, la sonda invia un segnale al quadro elettrico il quale avvia la pompa di rilancio dopo un intervallo di tempo pari a 96 h meno il tempo di svuotamento previsto. Se durante tale intervallo inizia una nuova precipitazione, la sonda riazzera il tempo di attesa. Una volta svuotato il bacino, l’interruttore di livello disattiva la pompa e il sistema si rimette in situazione di attesa.

L’acqua pompata transita attraverso un sistema di deoleazione nel quale le acque di prima pioggia subiscono una flottazione di tutte le sostanze leggere.

Nei deoleatori proposti è presente anche un filtro a coalescenza per migliorare il processo di deoleazione. Questo filtro invita le micro particelle presenti nella parte grassa ad aderire ad un particolare materiale coalescente (effetto assorbimento) e, dopo essersi unite tra loro, aumentano il proprio volume (effetto coalescenza) favorendo la flottazione e lo stazionamento in superficie.

Dopo questo trattamento le acque defluiscono in un pozzetto cosiddetto di ispezione, utile per il prelievo del liquido per il campionamento delle stesse.

Dopo il trattamento attraverso le varie fasi dell’impianto le acque reflue sono convogliate nella condotta fognaria. E’ anche possibile il convogliamento di questo refluo in acque superficiali. Chiaramente il controllo di questo refluo è più necessario in quest’ultimo caso, ma anche fortemente consigliate per la verifica del regolare funzionamento dell’impianto.

Alcuni componenti di un impianto di recupero acque giardino

Crescenzi srl

Consulenza

Assistenza e Progettazione di impianti di depurazione acque da parte di tecnici
specializzati, nel rispetto delle norme del territorio in cui si opera.

Richiedi preventivo

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego