Sono definite acque di prima pioggia i primi 5 mm di acqua precipitati nei primi 15 minuti di un evento meteorico distante 48/96 ore dal precedente. Il valore è riferito per ogni metro quadrato di superficie impermeabile.

Negli ultimi decenni lo sviluppo urbanistico ha fatto si che le aree impermeabili siano aumentate in modo eccezionale.

Le acque meteoriche sono il maggior veicolo per il trascinamento di eterogenee sostanze inquinanti, sia organiche che inorganiche, quali sabbia. Di conseguenza le acque di prima pioggia sono considerate tra gli scarichi maggiormente inquinanti dei corpi idrici ricettori.

Gestire e trattare le acque di prima pioggia è, pertanto, divenuta una priorità per la salvaguardia dell’ecosistema.
Salvaguardia che è posta alla base degli obiettivi di qualità fissati dalle Direttive Europee 2000/60/CEE (direttiva quadro nel settore delle risorse idriche) e 91/271/CEE (Concernente il trattamento delle acque reflue urbane).

Nell’ambito urbano il problema del trattamento delle acque meteoriche provenienti dal dilavamento di piazzali e superfici impermeabili può riguardare sia ambiti privati che ambiti pubblici, come reti stradali, parcheggi o nodi infrastrutturali, come anche parcheggi a servizio di aree produttive.

Chiaramente la potenzialità di carico inquinante è fortemente vincolata alla specifica attività svolta.

Normativa
L’art. 113 del Decreto Legislativo 03 Aprile 2006 n° 152 parte III (Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento) afferma che le acque metereologiche vanno disciplinate. Le direttive comunitarie n° 91/271/CEE (Trattamento delle acque reflue urbane), e n° 91/676/CEE (Acque meteoriche di dilavamento e acque di prima pioggia), entrambe recepite dallo stato italiano, confermano la necessità di regolamentazioni.

Il trattamento delle acque di prima pioggia prevede un sistema di grigliatura, dissabbiatura e disoleatura. Le acque di prima pioggia vengono convogliate tramite un pozzetto di by-pass (separatore acque di prima pioggia dalle acque di seconda pioggia) in apposite vasche dette “Vasche di prima pioggia”.

Il sistema di trattamento prevede 3 fasi distinte:

1. Separare tramite un pozzetto scolmatore le prime acque meteoriche, che risultano inquinate, dalle seconde;

2. Accumulare temporaneamente le prime acque meteoriche, molto inquinate perché provenienti dal dilavamento di strade e piazzali. Questo temporaneo stoccaggio permette la sedimentazione delle sostanze solide;

3. Convogliare le acque temporaneamente stoccate ad una unità di trattamento per la separazione degli idrocarburi.

Questo procedimento può avvenire con una doppia tipologia di impianto. Un primo impianto dove è previsto il montaggio di una pompa di svuotamento all’interno della vasca di accumulo per lo svuotamento.

In una seconda tipologia di impianto, detto a flusso continuo, questa pompa non è prevista e l’acqua fluisce nel comparto seguente a semplice caduta.

Alcuni componenti di un impianto prima pioggia

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