Le aziende vinicole hanno necessità particolari in merito agli impianti di depurazione delle acque reflue. L’attività di questa tipologia di azienda è caratterizzato da una elevatissima discontinuità sia per quantità che per qualità del refluo prodotto.

Durante la raccolta e la vinificazione, periodo tendenzialmente della durata di 2 mesi, si verifica la maggiore concentrazione di lavoro e di produzione, conseguentemente di acque di scarico. Mentre nel resto dell’anno l’attività di depurazione può risultare pressochè inesistente. Per questo motivo questo tipo di attività necessita di impianti studiati appositamente per il singolo caso.

Parametri di riferimento restano comunque sempre le quantità di refluo prodotto, i tempi di lavoro previsti nell’arco dell’anno, il tipo di scarico finale nonchè il grado di depurazione richiesta all’uscita. In questa sede, indicativamente, possiamo proporre due tipologie di trattamento, anche se non si escludono altre possibilità da studiare in funzione delle singole esigenze richieste dall’utenza. Per questo motivo, oltre e più che prendere visione delle tipologie di impianti proposti, invitiamo e consigliamo di contattare la nostra azienda dove, tecnici specializzati nel settore, vi potranno dare indicazioni ad hoc per la vostra azienda.

Le tipologie che vi proponiamo garantiscono un’uscita del refluo conforme alle Tab. 3 e 4 dell’Allegato 5 D.Lgs. 153/06 per lo scarico in acque superficiali o a suolo. In entrambe le tipologie proposte è presente un trattamento primario svolto da una vasca di sedimentazione con la funzione di sedimentare il refluo direttamente proveniente dagli scarichi dell’impianto di produzione. Sempre molto importante è evitare assolutamente l’afflusso in questo tipo di impianti dello scarico delle acque meteoriche, al fine di non alterare l’equilibrio biologico che caratterizza questa tipologia di impianti e che è studiato in funzione del refluo valutato nella sola produzione dell’insediamento aziandale.

All’uscita di questo primo trattamento le due proposte si differenziano per la destinazione successiva. Nel trattamento proposto nello schema A) proponiamo il passaggio in un trattamento a fanghi attivi a portata costante. Questo trattamento è caratterizzato da un reattore biologico areato artificialmente, seguito da un separatore di particelle sedimentabili. La degradazione delle sostanze inquinanti si ottiene tramite la digestione aerobica svolta dai batteri stessi presenti nei liquami da trattare che si aggregano sotto forma di fiocchi fangosi. L’insufflazione dell’aria, da parte di alcuni diffusori a micro bolle, alimentati elettricamente da una soffiante, accelera tale processo fino alla formazione di colonie batteriche che si aggregano sotto forma di fanghi, detti appunto “fanghi attivi”. La sezione di sedimentazione secondaria, opportunamente dimensionata in funzione della velocità di risalita dei solidi sospesi, permette la chiarificazione del liquame in zona di calma per effetto della decantazione per gravità delle particelle di fango in sospensione.

La proposta presentata nello schema B), è indicato per particolari esigenze di trattamento, dove le acque residue al trattamento devono rispettare normative particolari. In questo tipo di impianto le acque provenienti dalla sedimentazione primaria confluiscono in una vasca che, date le caratteristiche proprie del sistema MBBR (Moving Bed Biofilm Reactor o reattore a biomassa adesa a letto mobile), vede le sue volumetrie ridotte. Il sistema MBBR integra il trattamento a fanghi attivi con la presenza nella vasca, oltre alla dotazione di base (soffiante, diffusori, pompa, bioreattori) anche di mezzi di supporto dispersi e sospesi nel refluo oggetto del trattamento. Sulla superficie di questi supporti si forma un biofilm.
La possibilità di flottare liberamente nella vasca di questi supporti aumenta la loro possibilità di ricezione dei microrganismi presenti ed aumenta quindi, in spazi minori, la capacità di depurazione.

All’uscita di entrambe le tipologie di trattamento proposte, consigliamo sempre la presenza di un pozzetto di campionamento che dia la possibilità di prelievo delle acque reflue per la valutazione della loro qualità e, conseguentemente, del buon funzionamento dell’impianto stesso.

L’acqua cosi depurata può essere convogliata nel regolare sistema fognario, quando presente, o utilizzata ai fini della subirrigazione o del riuso attraverso un sistema di recupero.

Alcuni componenti di un impianto di depurazione di cantine vinicole

Crescenzi srl

Consulenza

Assistenza e Progettazione di impianti di depurazione acque da parte di tecnici
specializzati, nel rispetto delle norme del territorio in cui si opera.

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