Le attività di allevamento zootecnico, per la gestione dei rifiuti provenienti dagli animali sono soggetti, in primis, alla Direttiva Nitrati 91/676/CEE che fissa dei limiti al carico di azoto per ogni ettaro di terreno coltivato.

Questo provvedimento spinge molte aziende, con insufficienti superfici agrarie per lo spandimento, a trovare soluzioni alternative.  Queste soluzioni possono poi essere affrontate per ottenere due diverse prospettive: la depurazione al fine dello scarico e il trattamento con finalità di riutilizzo. Gli impianti che proponiamo, alla fine del loro ciclo di trattamento, consentono l’ottenimento:

  • Di acqua da riutilizzare per il lavaggio delle stalle, o smaltire nella rete fognaria o nei fossi limitrofi o a dispersione nel terreno
  • Fango mineralizzato da utilizzare in agricoltura per la concimazione delle piante e dei campi.

Negli schemi indicati sopra vengono proposte due alternative. Entrambi i trattamenti garantiscono un refluo in uscita conforme alle Tab. 3 e 4 dell’Allegato 5 D.Lgs. 152/06 per lo scarico in acque superficiali e a suolo. In entrambi i trattamenti è assolutamente sconsigliato il convogliamento delle acque meteoriche, a causa dell’alterazione degli equilibri dei microorganismi che queste acque provocherebbero.

In entrambi gli impianti si premette l’installazione di un sistema di grigliatura in grado di togliere i materiali solidi con dimensioni superiori al centimetro dai liquami che passeranno poi alle vasche.

Il trattamento della prima proposta è previsto in vasche a fanghi attivi con equalizzatore iniziale delle portate. In questa vasca la degradazione delle sostanze inquinanti avviene attraverso la digestione anaerobica che consiste nella scomposizione del materiale organico da parte di batteri presenti nei liquami e, per aumentarne la funzione, aggiunti sotto forma di polveri di bireattori. Nella seconda il trattamento previsto è ad ossidazione biologica, con areazione a microbolle in grado di ossigenare il refluo, limitando anche l’emissione dei cattivi odori.

L’ossidazione dei liquami viene effettuata attraverso la diffusione di aria prodotta da diffusori a micro bolle alimentati elettricamente da una o più soffianti.

Prima dell’uscita del refluo residuo da entrambe le tipologie di trattamento è opportuno il montaggio di un pozzetto di campionamento utile allo scopo di prelievo dell’acqua reflua per la valutazione della sua qualità ma anche del regolare funzionamento dell’impianto stesso. Dopo questo trattamento il refluo può essere fatto affluire tranquillamente nella rete fognaria, se esistente, ma anche usato per usi irrigui, attraverso una rete di subirrigazione, se non addirittura nel suo riuso attraverso un impianto di recupero delle acque.

Crescenzi srl

Consulenza

Assistenza e Progettazione di impianti di depurazione acque da parte di tecnici
specializzati, nel rispetto delle norme del territorio in cui si opera.

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