Nella G.U. 20/08/2015 è stato pubblicato il D.M. 3/8/2015 riguardante l'approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell'art. 15 del D.Lgs 139/2006.ùIl decreto, noto come "Codice di prevenzioni antincendi", è entrato in vigore il 18/11/2015 e nasce dalla necessità di semplificare e razionalizzare l'attuale corpo normativo relativo alla prevenzione incendi.

Rispetto alle precedenti norma, il Codice rappresenta un aggiornamento, che tiene conto dei migliori standard europei e mondiali di tecnologia e tecnica antincendio.

Il Codice introduce il concetto di "indice di rischio". Oltre al rischio relativo alla vulnerabilità delle persone sono state introdotti  il calcolo delle vie di esodo, il calcolo degli impianti di ventilazione, il calcolo della compartimentazione e delle distante di sicurezza.

L'ambito di applicazione del D.M. è individuabile in una serie di attività che, in pratica, comprendono la maggior parte delle attività industriali, ad esclusione di attività che sono particolarmente pericolose sotto il profilo del rischio incendi. Per queste ultime, insieme ad altre attività non produttive (uffici e locali pubblici, stazioni, musei, ecc)sono stati emanati regolamenti specifici.

In base all'art.3,i prodotti per  uso antincendio impiegati nel campo di applicazione del D.M., devono essere identificati univocamente sotto la responsabilità del produttore, qualificati in relazione alle prestazioni richieste e all'uso previsto, accettati dal responsabile dell'attività o dal responsabile dell'esecuzione lavori, mediante acquisizione e verifica della documentazione di identificazione e qualificazione.

Il capitolo G2 è dedicato alla "Progettazione per la sicurezza antincendio".

E' infatti compito del progettista valutare il rischio di incendio, attribuendo tre diversi gradi di rischio (vita umana, beni, ambiente).

Il progettista stabilisce poi la strategia di "mitigazione", composta di misure antincendio, di protezione e gestionali, contenute nella sezione S.

Protezione

Questa si attua attraverso la scelta di materiali aventi livelli di reazione al fuoco adeguati a limitare l'innesco e la propagazione. Le strutture dovranno possedere una resistenza al fuoco adeguata ad impedire il collasso strutturale, almeno per un tempo necessario all'evacuazione. La prestazione per la resistenza al fuoco è distinta in 5 livelli.

Prevenzione

La prevenzione si esplica con le misure di compartimentazione, il cui scopo è limitare la propagazione dell'incendio e dei suoi effetti verso altre attività o all'interno della stessa attività.

La successiva misura di prevenzione consiste nella predisposizione di un sistema sicuro di esodo.

Gestione

La gestione della sicurezza si esplica nell'adozione di una struttura organizzativa che, attraverso la definizione di ruoli, compiti,  responsabilità e procedure, garantisca nel tempo un adeguato livello di sicurezza in caso di incendio.

Controllo

Nel trattamento del  controllo dell'incendio vengono presi in considerazione gli strumenti tecnici (presidi antincendio come estintori, idranti, sistemi di spegnimento manualo e/o automatici) finalizzati al controllo e all'estinzione dell'incendio.

Sono definiti 5 livelli di prestazione. In ogni livello i mezzi tecnici appropriati.

 

 

Crescenzi srl

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