Negli ultimi anni la normativa prevede l'obbligo di installare impianti antincendi in molte strutture private e/o commerciali di grandi superfici o con forte affluenza di utenza. Esempi tipici possono essere centri commerciali, alberghi, negli uffici con oltre 100 addetti, nelle scuole, negli impianti sportivi e via dicendo, passando per musei, gallerie o anche stazioni delle metropolitane.

Questo obbligo nasce dal fatto che, chiaramente, la pericolosità di un incendio è tanto maggiore quanto più un luogo è affollato da persone che non lo conoscono.

La legislatura nazionale prevede pertanto che venga svolta un'attenta valutazione del rischio di incendio ed in base a questa vengano attuate opportune misure per ridurne la probabilità di innesco. 

Di fondamentale importanza, nell’ambito della sicurezza generale della struttura oggetto della progettazione, è la realizzazione di un impianto antincendio capace di servire in maniera efficiente ed efficace tutta l’area in oggetto. Nello specifico l'impianto antincendio deve essere realizzato in conformità con le norme tecniche e della sicurezza vigenti (Legge n. 46/90 - Norme UNI 10779).

Per gli impianti antincendio idrici la norma di riferimento specifica UNI-EN 12845

La norma stabilisce che il progettista è responsabile delle caratteristiche e dei parametri dell'impianto per questo motivo la progettazione deve essere seguita da un tecnico abilitato o da un professionista iscritto all'albo che opera nell'ambito delle proprie competenze.

Ma in cosa consiste di fatto un impianto antincendio?

Un impianto per la protezione attiva contro l'incendio non è altro che l'insieme di tutti gli accorgimenti volti a ridurre le conseguenze di un incendio. L'impianto idrico antincendio è una delle parti più importanti per la protezione attiva di un incendio attraverso l'uso dell'acqua.

L'acqua è la sostanza estinguente più diffusa e comune, nonchè la  più economica.

Il suo uso è limitato solo per il caso in cui il combustibile ha una maggiore densità  dell'acqua stessa, cioè non galleggia.

Per le alimentazioni idriche il riferimento normativo è  il capitolo 9 della norma UNI-EN 12845 che le definisce in acquedotti, serbatoi di accumulo, sorgenti inesauribili, o serbatoi a pressione.

Per ognuna di queste fonti vengono definite le caratteristiche proprie a cui devono conformarsi per essere considerate regolamentari.

Per determinare la scelta del tipo di alimentazione idrica si deve fare riferimento al tipo di attività svolta nell'edificio e il conseguente grado di rischio.

L'acqua va immessa nel sistema attraverso un sistema di pompaggio ad una o più pompe contenute in un alloggiamento con caratteristiche strutturali soprattutto ignifughe ma anche di natura tecnica per un agevole accesso e un costante monitoraggio e manutenzione.

Oltre all'illuminazione, all'areazione o anche ad un buon drenaggio, i locali devono anche garantire il mantenimento di un  minimo di temperatura per evitare il gelo delle tubazioni.

La complessa normativa ha incrementato la richiesta di sistemi integrati sempre più completi da installare in tempi rapidi e con il solo intervento delle connessioni elettriche ed idrauliche. Il vantaggio di questi impianti "premontati" è sicuramente la facile movimentazione  e la rapida installazione in loco.

Le caratteristiche di facilità nel trasporto e nel montaggio  rendono molto flessibile il loro impiego ed il loro utilizzo in molteplici tipologie di installazioni. Questi Kit sono facilmente abbinabili a riserve idriche sia fuori terra che interrate.

 

 

 

Crescenzi srl

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